Stagione 2017-2018

Teatro Out Off in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

La signorina Else

Data (e)
dal 17/04/2018 al 22/04/2018
Ora inizio spettacolo
da martedì a venerdì ore 20.45;
sabato ore 19.30;
domenica ore 16.00

Biglietti: €18,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni: 12.00€ (Under 25) - 9.00€ (Over 65 Convenzione con il Comune di Milano)
Convenzioni

17 > 22 aprile

Teatro Out Off  in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

LA SIGNORINA ELSE

di Arthur Schnitzler

traduzione di Enrico Groppali

regia Alberto Oliva

con   Federica Sandrini

scene Marco di Napoli

costumi Giuseppe Avallone

musiche originali Gabriele Cosmi

 

Prima di scendere fra quella volgare accozzaglia,

 vorrei gridare all’aria un addio. Ma a chi sarebbe rivolto?

         Mi sento così sola…

 

 

In questa accorata esclamazione della giovane Else stanno il senso e la grande forza del testo di Schnitzler, dramma della solitudine e dell’indecisione scritto nel 1924, ma di straordinaria attualità.

Si respira già l’angoscia insanabile della nostra epoca, condannata all’immobilità dalla troppa coscienza del passato e travolta dalla paura del futuro che la rende incapace di prendere qualsiasi decisione.

Scritto molti anni prima di Giorni Felici di Samuel Beckett e di Hamletmaschine di Heiner Muller, Signorina Else condivide con questi testi la coscienza di una civiltà giunta al collasso per saturazione, la società europea, che affonda le sue radici nel mito di Prometeo, il titano – ladro del fuoco agli dei per donarlo agli uomini – costretto alla pena eterna della crocifissione solitaria su una rupe abbandonata, con il tormento di un’aquila che gli divora il fegato senza tregua.

La giovane protagonista del testo di Schnitzler incarna tutte le incertezze di una società in crisi, quella mitteleuropea tra le due guerre mondiali, non distante dalla nostra, anch’essa viziata da un recente, fantasmagorico boom economico che ha consentito a tutti di rivedere al rialzo le proprie aspettative e che adesso chiede ai giovani un conto salato, mentre sprofonda ogni anno di più, divorato dall’aquila della speculazione finanziaria e della crisi dei valori.

Else dice ripetutamente nel testo di essere in alto, e letteralmente lo è (alloggia ai piani alti di in un albergo di montagna a oltre 1600 metri di altezza) ma si sente in alto anche rispetto agli altri, i suoi coetanei come gli adulti che la guardano dall’alto in basso e pretendono di giudicarne impulsi e comportamenti, ma non la capiscono e non la potranno capire mai più.

Else fluttua per aria, in alto, sospesa tra l’hotel e il cielo, seduta sul davanzale della finestra, sovrastata solo dall’ombra del monte Cimone, che la sovrasta col fascino sublime della sua Bellezza nei colori del tramonto.

Per raccontare questa sospensione, la scenografia è fatta solo di bianche altalene che ondeggiano in uno spazio vuoto, circondato di specchi neri che moltiplicano e dilatano i confini, facendo perdere la percezione della realtà. È lo spazio interiore di Else, che racconta, in un vertiginoso flusso di coscienza, le angosce e le paure, ma anche i sogni, le illusioni, le fantasie di un’adolescente che avrebbe voluto un futuro diverso. O, almeno, un futuro, che l’ipocrisia della famiglia e dell’ambiente in cui è costretta a vivere le impedisce di avere.

Le suggestioni relative all’ambientazione e all’atmosfera nostalgica e avulsa dalla realtà mi derivano da quanto scrive il traduttore, Enrico Groppali, a commento del testo, partendo da una battuta di Else che richiama il tema del doppio:

“Peccato che quel vetro gelido ci separi… che accordo perfetto regnerebbe tra noi” mormora Signorina Else alla sua immagine riflessa allo specchio per abbandonarsi, subito dopo, a una constatazione sommessa, una terribile lacerazione della psiche: “Ci sono telegrammi e hotel e montagne e stazioni e boschi ma le persone non esistono. Siamo noi ad immaginare l’esistenza”.

Else è un’ombra, forse è già morta prima ancora che si alzi il sipario su questa Commedia di Fantasmi che si rappresenta nel luogo deputato della degradazione e dello smarrimento contemporaneo dove ogni suono, ogni parola, ogni frase obbedisce alla legge freudiana della perdita della coscienza, all’absence dell’attacco isterico, allo smarrimento dell’io frantumato nella serie infinita delle fantasie di seduzione…

Forse davvero Else è lo spirito dei nostri tempi, un fantasma che aleggia sopra tutti noi, memoria del passato e anima che vaga indecisa senza trovare un approdo di pace interiore e ci scuote come un soffio di vento per spronarci ad agire.

 

Federica Sandrini.

Diplomata alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2009, ha una formazione anche nella danza classica e contemporanea. Completa il percorso di studi seguendo laboratori con Emma Dante, Declan Donnellan e Nick Ormerod, Aida Vainieri, storica ballerina della compagnia di Pina Bausch, Pier Paolo Sepe, Tapa Sudana, attore della compagnia di Peter Brook. Dopo il diploma viene subito selezionata per interpretare il ruolo di Miranda nella Tempesta di Shakespeare con Umberto Orsini e la regia di Andrea de Rosa, in tournée nazionale per due stagioni. Nel 2010 e nel 2011 partecipa alla ripresa del Sogno di una notte di mezza estate del Teatro dell’Elfo. Nel 2011 è Adele nella Casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca con la regia di Llouis Pasqual prodotto dal Napoli Teatro Festival. Nel 2012 prende parte agli spettacoli La Nave delle Spose prodotto dal Teatro Stabile di Catania con la regia di Giuseppe Dipasquale e Il Ventaglio di Carlo Goldoni con la regia di Alberto Oliva (Premio Sipario 2012 Anct). Collabora con Il Teatro Stabile di Napoli.

 

Alberto Oliva

Classe 1984, si laurea in Scienze dei Beni Culturali all’Università Statale di Milano, si diploma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2009, realizza diversi spettacoli da regista, fra cui Il venditore di sigari (Teatro Litta, Milano), Le Baccanti di Euripide (Teatro Astra, Torino), La danza della morte e Il Padre di Strindberg (Teatro Out Off, Milano), Il Ventaglio di Goldoni, Il Mercante di Venezia di Shakespeare ed Enrico IV di Pirandello (Contato del Canavese di Ivrea). Nela stagione 2016/2017 ha una residenza al Teatro Franco Parenti di Milano con la sua compagnia I Demoni per un progetto di tre spettacoli su Delitto e Castigo di Dostoevskij. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come regista emergente.