



Dal 9 al 26 aprile
martedì, giovedì ore 20:30 | mercoledì, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00
Prima nazionale
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
con Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini
al pianoforte Chiara Schmidt
luci Massimo Guarnotta
spazio scenico Federico Amoruso
organizzazione Marta Ceresoli
regia Maurizio Schmidt
produzione Teatro Out Off, Farneto Teatro, Bas
Spettacolo in abbonamento Invito a Teatro.
Un viaggio nel ricordo del rapporto fra tre amici, dal tumulto degli istinti giovanili al non detto del tempo della maturità. Pinter al massimo della sua ispirazione, mette in moto la macchina della memoria per parlare di noi.
La memoria è una stupida macchina senza logica.
Comincia dall’ultimo istante e si riavvolge all’indietro.
Harold Pinter
In un progetto dedicato all’incontro tra le ultime generazioni teatrali e il grande drammaturgo inglese, non poteva mancare Tradimenti, uno dei suoi massimi capolavori. Scritto nel 1978 sotto la forte influenza che ebbe per Harold Pinter À la Recherce du temps perdu, è una palestra per attori in cui l’autore sperimenta la tecnica del ricordo: la narrazione al contrario verso il punto generativo degli eventi. Cerca così di ricostruire una storia di amori e tradimenti nata nel ‘68 e terminata 10 anni dopo, così come è vista attraverso il filtro poetico della memoria, facendo un bilancio di quegli anni ruggenti e del fallimento dei propri ideali giovanili.
“Tradimenti è una commedia sull’amore, ma anche molto di più. Il tradimento è quello del tempo che inganna, consuma, delude e spesso costruisce una falsa memoria al servizio del presente. Nella sua meravigliosa enigmaticità quasi solare, Betrayal racconta delle tante contraddizioni di ogni generazione di giovani alla ricerca della propria identità. Lo spettacolo trasforma questo enigma in una danza, una sinfonia del ricordo “a corpo libero” i cui elementi sono la musica, la parola di Pinter, il corpo, la luce e lo spazio.
Al centro della scena un pianoforte a mezzacoda che si muove nello spazio come su un orologio. Le musiche sono quelle del grande pianismo romantico coetaneo di Proust (Schumann, Schubert, Chopin, List) con fughe all’indietro (verso Mozart) e soprattutto in avanti (verso Prokofiev, Satie, Mussorski, Ligeti, Schoenberg). Il gioco della memoria e del confronto con la durezza del presente è quindi raddoppiato da un viaggio nella storia della musica. È un progetto ambizioso quello di avvicinare il principe del teatro contemporaneo a una sonorità così classica.
Le parole di Pinter, attraverso il gioco dei tre interpreti “storici” del BAS – Lucrezia Mascellino (Emma), Gaetano Franzese (Robert) e Claudio Pellegrini (Jerry) – si mescolano come in un melologo con la tessitura pianistica di Chiara Schmidt, giovane talento del Mozarteum di Salisburgo alla sua prima esperienza con Farneto Teatro.” Maurizio Schmidt
I pezzi classici interpretati dalla pianista non si limitano a chiosare le scene: le penetrano, le contaminano, diventando lo sguardo di Stanislavskij che sferza i suoi interpreti alla ricerca del crederci, ma crederci veramente. Non c’è, in questo senso, migliore cartina di tornasole della musica suonata sui tasti, per saggiare la temperatura emotiva della vicenda, e per stimolarla, ora con carezze gentili, ora con schiaffi sonori sulle guance dell’anima. L’intuizione di rendere il pianoforte una lancetta, in grado di essere portata indietro, è geniale. Danilo Caravà, Milano Teatri
Questa nuova versione di Tradimenti con la regia di Maurizio Schmidt funziona a meraviglia, a tratti fa sorridere e di certo fa riflettere molto. Roberta Usardi, Modulazioni Temporali
A ogni incontro la scena cambia, nel senso che tutti gli elementi sul palcoscenico vengono spostati, molto velocemente, dagli attori compresa la pedana con il pianoforte, che continua a suonare. E sono movimenti al limite del balletto. In perfetta sintonia con i dialoghi dove ironia, imbarazzo, passione travolgente, sospetti, e qualche senso di colpa si mescolano. Luisa Espanet
Eccellente il contributo di Chiara Schmidt con i suoi intermezzi pianistici, che funzionano da eleganti e malinconici ponti tra le scene. Regia pulita, intelligente e molto attenta ai ritmi di Maurizio Schmidt, sostenuta da una scenografia essenziale ma efficace, i cui cambiamenti sono affidati fisicamente agli stessi attori. Uno spettacolo maturo, che conferma come Tradimenti resti, a quasi cinquant’anni dalla sua prima messa in scena, un testo di straordinaria attualità nel dissezionare le ambiguità del desiderio, della memoria e dei legami umani. Ugo Perugini, Fermata Spettacolo
Uno spettacolo profondo e psicologico che, aldilà della storia tra gli amanti e le amicizie tradite, sa raccontare una società fragile, ambigua, di uomini e donne nel pieno della propria vita che non sanno scegliere per se stessi. Marta Clacagno Baldini, Milano a Teatro
Alla bella regia di Maurizio Schmidt, attento a suggerire, stimolare ulteriori pensieri e ricordi nel pubblico, ben corrispondono gli attori. In questo rewind teatrale, con espressioni, gesti, voce, loro riescono a far rivivere tutti i sentimenti, passando dall’appannamento pieno di non detto alla luce con parole rivelatrici. Dalle difficoltà legate all’incontro in nome del passato, mentre anni e stagioni scorrono, si torna alla passione, alla voglia dell’altro. È stato; sarà. Tutto vissuto attraverso ricordi che danno vita a emozioni, in una intensa messinscena, capace di coinvolgere il pubblico. Valeria Prina, SpettacoliNews
Decisamente un gran bello spettacolo. […] A dare corpo ai tre personaggi tre attori in stato di grazia […]. Uno spettacolo che convince e coinvolge lo spettatore anche grazie a una recitazione motoria e costantemente forzata: i tre interpreti devono sovrastare il suono del pianoforte e ciò li aiuta ad abbandonare ogni falso ritegno tipico della compostezza british e a tuffarsi nella mischia. Lunghi e insistiti applausi al “calar del sipario”. Spettacolo da non mancare. Danilo Ruocco, Amleto.info
Molto bravi e ottimamente inseriti nelle difficili parti i tre artisti Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini oltre a Chiara Schmidt al pianoforte. Il numeroso pubblico presente li ha accolti festosamente con lunghi e più volte ripetuti applausi. Carlo Tomeo
Il tempo non è solo struttura narrativa: diventa tema centrale. La memoria, infatti, non è mai neutra, ma modifica e riscrive il passato, trasformandolo in qualcosa di diverso. A dare ritmo e tensione allo spettacolo è il pianoforte suonato da Chiara Schmidt, con un repertorio che spazia da Chopin a Liszt, fino a Prokofiev e Satie. Non è solo accompagnamento musicale: il pianoforte diventa una sorta di orologio scenico, scandendo il tempo e guidando lo spettatore tra le diverse epoche della storia. Mariella Bussolati, Milano Free
Chiara Schmidt fa molto di più che suonare al pianoforte la colonna sonora dello spettacolo, gli dà quell’atmosfera intima e magica che poi rimane impressa allo spettatore quando esce dal teatro, accompagnandolo a lungo. Saul Stucchi, Alibi Online

Durata: 1 ora e 20 min.
Prenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com
Biglietti online su Vivaticket.
Inserito nell’abbonamento Invito a Teatro.

