Stagione 2015-2016

Golden Show / Tinaos

Rose is a rose

Data (e)
dal 23/02/2016 al 28/02/2016
Ora inizio spettacolo
20:45

 

di Ivana Sajko
regia di Tommaso Tuzzoli
Partitura di Ivana Sajko
traduzione Elisa Copetti
con Sabrina Jorio
Spazio/Installazione Pier Paolo Bisleri
Suono Paolo Cillerai
Luci Angelo Ugazzi
Animazione e grafica Marco Lucisano/Barbara La Torraca
Elementi scenici realizzati da Davide Di Donato e Laboratori Fondazione Teatro “G.Verdi” – Trieste
Foto di scena e video Teresa Terranova Regia di Tommaso Tuzzoli

In collaborazione con Comune di Muggia – Residenza Idra – Valli del Natisone Through Landscape

 

Debutta il 23 febbraio (fino al 28) in prima milanese “Rose is a Rose is a rose is a rose ” dell’autrice croata Ivana Sajko, per la regia di Tommaso Tuzzoli, con Sabrina Jorio e le scene curate dal pluri premiato Pierpaolo Bisleri.

Lo spettacolo costituisce il primo capitolo della trilogia della disobbedienza, un progetto ambizioso e importante di Ivana Sajko, nata a Zagabria a metà degli anni 70 e già tradotta in tutta Europa. Gli altri due capitoli della trilogia, “Scene con l’albero delle mele”e “Non siamo noi, è solo vetro”, saranno sviluppati e realizzati entro il 2016 sempre dalla Golden Show Produzioni.

“Facevano l’amore come se si stessero picchiando”, è l’incipit della narrazione. La disobbedienza di Rose is a Rose … infatti, è l’amore. L’amore ai tempi del colera, scriveva Marquez, ma Sajko scrive di amore ai tempi della guerra. O meglio, di come l’amore entra nella guerra e la attraversa, ma anche di come la guerra attraversa l’amore modificandone il linguaggio e le aspettative. I toni sono quelli balcanici: romantici e crudeli contemporaneamente, con un lirismo colto ma immediato che è la cifra di questa giovane autrice che è stata recentemente nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura in Francia.

La storia è semplice: un ragazzo e una ragazza si conoscono in discoteca. Ballano insieme per tutta la notte e poi decidono di andare a casa di lui. Durante il tragitto attraversano la città in guerra. Autobus in fiamme, cariche della polizia, e la violenza di quelle strade richiama altre fiamme, altre botte, come quelle di Genova in occasione del G8. Come se la guerra fosse un teletrasporto che collega tutti i paesi del mondo, un unico spazio/tempo. Ma che succede quando due sconosciuti chiudono la porta di casa e si lasciano la guerra alle spalle? Quanta guerra entra nel loro letto? E che effetto fa l’innocenza di un sentimento, quando sboccia a dispetto di tutto?

Chiunque abbia amato Bonnie e Clyde, o Hiroshima Mon amour, o i libri di Murakami, non potrà che emozionarsi di fronte a Rose is a Rose (il titolo è una citazione di Gertrude Stein, ma anche di Shakespeare, perchè c’è tanta letteratura e tanto cinema in questa rosa balcanica).

Lo spettacolo, dopo le repliche all’Out Off, sarà in aprile al Teatro Manzoni di Calenzano (FI) – Il Teatro delle Donne.

Note del regista Tommaso Tuzzoli

Un vortice di parole che danza su di un motivo d’amore. Un vortice di parole che frammenta il ricordo per ricostruirlo solo alla fine lentamente. Un vortice di parole che dà vita ad un testo confessione ad un testo affermazione della propria esistenza. Rose is a rose is a rose is a rose di Ivana Sajko, giovane autrice croata, è un testo che abbiamo voluto tradurre e presentare per la prima volta in Italia, affascinati da una scrittura densa fatta di luce e buio, di corpo e anima, di violenza e ironia.

Una scrittura veloce che toglie il respiro e togliendolo ne chiede un altro più profondo, più consapevole, frasi che come orli taglienti lasciano cicatrici sui corpi, nella mente, nelle emozioni.
Una storia d’amore che prende vita sulle macerie di una guerra inattesa. Una notte d’amore che si trasforma in un miracolo inaspettato, in una fuga dal dolore, in un incastro tra corpi, in una mattina dove la luce apre le porte all’abbandono. Una storia che chiede di essere ricucita pian piano.

Il ricordo di chi narra è fatto di piccoli indizi, di ripetizioni ossessive. Il ricordo diviene l’ostacolo. Il ricordo vuol essere cullato, vuol riaffiorare un po’ alla volta e l’unico modo per ricostruirlo è la scrittura. Il personaggio/autrice narra i fatti ed esorcizza gli avvenimenti attraverso l’atto della scrittura tramutando la parola in una partitura a più voci.

Sogno ad occhi aperti, allucinazioni fatte di voci che affollano una memoria e che chiedono di essere ascoltate. Una rosa è una rosa ma le sue spine possono ferire.

Ivana Sajko è una giovane autrice teatrale, nata a Zagabria a metà degli anni 70, già riconosciuta e tradotta in tutta Europa per le sue opere teatrali e da poco nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura in Francia, crediamo sia una delle voci più significative della scena balcanica. Una scrittura quella di Ivana Sajko fortemente poetica che parte da crepe e riflessioni della propria realtà personale e storica per poi trascendere l’individuo e toccare l’universale. I personaggi spariscono mentre la parola diviene polifonia di voci. Voci che ricordano amori passati, voci che riflettono sulla guerra, sulla religione, sulla politica, sull’arte, sul futuro e su di un’idea diversa di umanità. L’ironia che attraversa la sua scrittura diviene motore di riflessioni sempre più acute che tagliano come lame affilate. Una lingua poetica, musicale che contiene in sé dolci melodie così come suoni di propaganda. La sua voce, la voce dei suoi ricordi, delle sue proteste, delle sue speranze riempie l’agorà e si trasforma in Coro.