NIP not important person

Stagione 2014-2015

Compagnia Macelleria Ettore_Teatro al Kg

Nip_not important person no vip just nip

Data (e)
dal 16/06/2015 al 21/06/2015
Ora inizio spettacolo
20:45

NIP_not-important-person-TeatroOutOff-2015-1

 

montaggio e regia Carmen Giordano
con Maura Pettorruso, Paolo Pilosio e Stefano Detassis
scene e costumi Maria Paola Di Francesco
musiche originali Chiarastella Calconi
video Katia Bernardi
luci e audio Alice Colla
testi Carmen Giordano e Marco Simiele
organizzazione Daniele Filosi

Spettacolo vincitore del Premio Nuova Scena 2013 del Centro Santa Chiara di Trento e del Teatro Stabile di Bolzano Progetto finalista al PREMIO KANTOR 2010 del Crt di Milano

Progetto sostenuto con residenze artistiche da CENTRALE FIES (settembre 2009 e settembre 2010) SCARLATTINE TEATRO_GIARDINO DELLE ESPERIDI (febbraio 2010) SPAZIO OFF_TRENTO (marzo/aprile 2011)

Una produzione TrentoSpettacoli

NIP_not important person è un osservatorio su dinamiche e relazioni tra persone, nel tempo e nello spazio.
No vip just nip. Quelli che incontriamo per strada, in ufficio, al bar, in metropolitana, a scuola, a casa, in chiesa. Persone qualunque, con vite qualunque. Li spiamo, li sezioniamo, li facciamo a pezzi e li rimontiamo. Un montaggio sincopato che procede per bombardamento d’immagini. Lo
spettatore di NIP è contemporaneo. Fa zapping, non va a teatro, legge Metro, paga il mutuo, gioca al Superenalotto, guarda Sanremo, MTV e Il Grande Fratello. È un NIP. Vede se stesso a velocità raddoppiata. Lo scorrere seriale degli altri noi.

Una scatola bianca, una vetrina per manichini. Proto – post esseri umani in vetrina. Noi ridotti alla radiografia di noi stessi. Noi futuribili – archiviabili – video ricattabili. Voci off, sonorizzazioni e musiche originali costruiscono una drammaturgia sonora in contrappunto, differita, cortocircuito con l’azione. Verso una frantumazione del linguaggio. La parola distorta, ripetuta, fatta a pezzi e poi montata ci restituisce un senso altro del detto. Esplicita il non detto, mixando pensiero, parola, azione e omissione. Una missione linguistica votata alla ricerca dell’assurdo in quello che diciamo. La banalità che si fa spirito.

Rassegna Stampa

Con attitudine giocosa, una coreografia meccanica e sincopata che sarebbe piaciuta ai Daft Punk, e utilizzando un linguaggio in linea con i tempi, Macelleria Ettore si muove lungo la sottile linea che separa la creazione dalla provocazione. Le voci protagoniste di questo nuovo progetto, finalista al Premio Kantor 2010, sono quelle dei NIP _ not importan person […]: un “tutto mentale qualunque” con cui la regista Carmen Giordano si diverte a giocare, ottenuto attraverso un mix vivace di immagini video proiettate e voci fuori campo che manovrano la scena […]. Tanti piccoli frammenti montati serialmente, ritmicamente reiterati, un delirio al limite della resistenza […]: bella l’energia che arriva da questo vivace gruppo di lavoro. Bravi gli attori Woody Neri, Maura Pettorruso e Paolo Maria Pilosio, che indossano con disinvoltura l’inespressività di una maschera neutra, la genialità di una marionetta, l’imitazione muta del mimo e le sfumature liberatorie e in qualche modo esagerate della comica clownesca. Il tutto divertendosi, divertendo e un po’ inquietando.
Rita Borga, klpteatro.it, 14 maggio 2011


Macelleria Ettore invece, con la regia di Carmen Giordano, nel più conosciuto “N I P _ not important person”, costruisce in modo inusuale, mescolando performance, musica e video con l’utilizzo di voci off e un montaggio sincopato dal punto di vista dell’audio (che dialoga con i movimenti di tre attori), un curioso osservatorio sulle dinamiche che intercorrono tra gli esseri umani: il pubblico si ritrova perfettamente, divertendosi ma nel medesimo tempo, almeno un poco, vergognandosene.
Mario Bianchi, klpteatro.it, 7 maggio 2014


Tra le più felici performance della tre giorni [di ItFestival 2014] si è segnalato NIP not important person di Macelleria Ettore. Il linguaggio anti-narrativo e fortemente visuale della compagnia ben si adatta ad una ‘pillola’ rapida ma incisiva, in grado di catturare gli spettatori fin dal primo istante. Tre manichini dalle movenze meccaniche si spostano sul palco, intrecciando gesti e maldestre relazioni reciproche, mentre alcune voci fuori campo paiono animarli a distanza. Micro-storie, frammenti di vita quotidiana decontestualizzati, una banalità così avvilente e paradossale da diventare comica. Siamo noi quegli esseri imballati come mummie, persone non-molto-importanti, burattini eterodiretti, vittime degli stimoli deviati e devianti della nostra società. Macelleria Ettore propone un linguaggio di cui, finalmente, non si riconosce la paternità né l’imprinting; e un’ironia inedita, sottile e greve allo stesso tempo, conquista il pubblico.
Maddalena Giovannelli, stratagemmi.it, maggio 2014


Tre figure si muovono in uno spazio asettico, si presentano a noi come dei calcolatori vuoti, un nastro li avvolge avvertendoci del loro contenuto: “fragile”. Androidi organici pronti a interpretare l’uomo qualunque in un download costante d’informazioni. NIP, not important person, titolo dell’opera teatrale, specchio che attinge dalla società, fa ridere di noi […]. Il linguaggio si scinde in voci fuori campo, espressività del corpo, video proiettati. Sezionati, i testi si ricongiungono in sincrono dando allo spettatore una sensazione di straniamento. Remixate, deformate, s’interpretano molteplici realtà, Maura Pettorruso, Paolo Maria Pilosio e Woody Neri, lavorano sul luogo comune e come burattini danno visibilità a personalità che non hanno il diritto di essere annoverate sotto il nome VIP.
Massimo Ghiotto, sifaperdireblog, 15 giugno 2011

 

MACELLERIA ETTORE__teatro al kg
Il gruppo nasce nel 2007 come collettivo artistico, da un progetto di Carmen Giordano che ne cura regia e drammaturgia. Maura Pettorruso, Stefano Detassis, Paolo Pilosio e Woody Neri sono interpreti attivi del progetto. Le scenografie, i costumi e i set video sono ideati e realizzati da Maria Paola Di Francesco. Collaborano con Macelleria Ettore la musicista Chiarastella Calconi, la videomaker Katia Bernardi e la light designer Alice Colla. È un collettivo di ricerca e pratica teatrale. La drammaturgia è il fulcro della ricerca. Il montaggio è lo strumento per elaborare i pezzi di una storia che ci sfugge o non c’è. La scenografia è un posto e uno spazio mentale. Un luogo poetico. L’attore è un performer. Costretto al confronto con linguaggi differenti. Libero di trasgredire regole, per crearne di nuove. La narrazione procede per accumulazione d’immagini. La regia si articola smembramento e ricomposizione delle immagini. La regia coincide con il montaggio. Il montaggio definitivo è affidato allo spettatore. La ricerca si nutre del confronto con i maestri. Quelli che ognuno di noi ha ascoltato almeno una volta. E almeno una volta, ha desiderato tradire. Il tradimento è questione di forma. Trasferiamo il senso in un tempo e in uno spazio nostri. La pratica del gruppo è la sua poetica. Fare per essere – qui e adesso – in una forma differente. Una forma semplice e misteriosa.

La nostra prima produzione è “LA PORTA APERTA” una scrittura scenica a cura del gruppo, per la regia di Carmen Giordano. Lo spettacolo debutta al Festival IINEQUILIBRIO 2008 di Castiglioncello, e vince PREVISIONI 2008 – Giovani Proposte per la Scena Milanese. Segue “CECHOV #01”, una ricerca sulla parola e il silenzio attraverso l’universo di Cechov e secondo un immaginario contemporaneo. Lo spettacolo debutta a gennaio 2010 presso e con il sostegno di Spazio Off di Trento. A gennaio 2011 debutta nella stagione del Centro Santa Chiara di Trento al Teatro Cuminetti ‘STANZA DI ORLANDO. Viaggio nella testa di Virginia Woolf’, per la drammaturgia e la regia di Carmen Giordano, e l’interpretazione di Maura Pettorruso. La produzione 2012 è ELEKTRIKA_un’opera techno, in coproduzione con Centro Servizi Culturali Santa Chiara e al debutto a gennaio 2012. Nel 2013 debuttano ALICE DELLE MERAVIGLIE e AMLETO?, in coproduzione con E45 Napoli Fringe Festival, e con il sostegno di Corte Ospitale, Rubiera; ArTè Teatro Stabile di Innovazione di Orvieto; Torre dell’Acquedotto, Cusano Milanino, e Spazio Off.