Hamlet und Ophelia Befreit

Stagione 2015-2016

Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Club Silencio – Milano

Hamlet und Ophelia Befreit

Data (e)
dal 15/03/2016 al 20/03/2016
Ora inizio spettacolo
20:45

Progetto e regia di Pūjādevī
con Eleonora Cecconi, Luca Pasquinelli
foto di scena Cristiano Mugetti
costumi Marina Rosa Papagni
riprese video Filippo Lorenzi, Francesco Marullo
organizzazione Federica Picciolo

Si ringraziano Antonio Rezza, Lia Courrier, Ambra Corradi, l’Associazione Scaldapensieri

Amleto: un eroe o un antieroe? Nella tragedia di Shakespeare, Amleto ha carne, ossa, voce, un ruolo di principe defraudato di un regno, di figlio orfano e attonito di fronte alla sensualità materna, ma soprattutto ha un tempo, un’era. Amleto vaga meditabondo nei torrioni del castello, tra le sue sale, ordisce piani, trama vendetta, rifugge l’amore, recita un ruolo da folle, alla ricerca di un’identità di adulto.
Per Müller Amleto è la personificazione dell’uomo moderno, svuotato di ruolo, “non sta più al gioco”, non ha più tempo, vaga tra carri armati, nella solitudine degli aeroporti, non riesce a abitare più nemmeno il suo corpo e rompe la propria carne sigillata per abitare “ai margini delle ossa, nel labirinto del cranio”. Amleto si svuota così di ogni eroismo per indossare la maschera tragica dell’uomo moderno, nauseato dal capitalismo contrapposto alla povertà delle periferie del mondo.
Persino Ofelia e Gertrude, che in Shakespeare vivono una femminilità carnale anche se drammatica, l’una delicata e l’altra quasi brutale nella sua sensualità, diventano prive di matrice, soffocano il mondo partorito, gettano al vento i semi per mostrarsi senza più un cuore, laddove il cuore era solo un orologio che segna un tempo vuoto.

“Hamlet und Ophelia Befreit” è uno spettacolo che si interroga sul senso del vivere, consumato in un freddo esistenziale da gelare il cuore.
I dubbi di grandi drammaturghi come W. Shakespeare, si intrecciano alle domande di Amleto, all’Interprete di Amleto, Ofelia e Gertrude, l’essere umano si confonde nel personaggio, gli attori smarriscono il proprio ruolo, il drammaturgo si mostra nella sua umanità, al di là delle parole cesellate, rivelando a tratti anche un’inaspettata meschinità.
La caduta delle maschere, delle apparenze dove ognuno recita un ruolo, porta i personaggi, gli interpreti, e inevitabilmente gli attori in una spirale di dolore, di inadeguatezza, in una sorta di meccanizzazione dei sentimenti.
Il tutto è accompagnato dai rumori metropolitani che svelano un’assenza di armonia e di calore nei cuori degli interpreti in cui anche gli spettatori possono riconoscersi.

Mentre l’Amleto di Shakespeare si dibatte nell’intricato gioco politico danese, macerandosi nei dubbi, l’uomo tecnologizzato prende la metropolitana, il treno, l’aereo, è produttivo ed efficiente al lavoro, nel tempo libero si svaga allo stadio con l’allegria a comando, fa la TAC, la risonanza assiale, manda le mail, usa il tablet, l’I-phone, è accessoriato con auricolari e dispositivi di ultima generazione, comunica continuamente attraverso i social network, non ha tempo, deve correre, continuamente, incessantemente, senza tregua, senza respiro. Gli attori si muovono così come funamboli in disequilibrio tra intricati binari paralleli, cercando gesti, vibrazioni, sguardi, camminate, urla e silenzi che reificano questa dicotomia nell’incarnare la tragedia di Amleto, che è la sofferenza dell’esistere in cui ciascuno di noi è, al contempo, drammaturgo e interprete.
Solo un abbraccio saprà riportare infine i due “abbandonati al mondo” al calore dell’umanità e ad una possibile speranza in un’alba non più livida di solitudine.

COMPAGNIA CLUB SILENCIO – MILANO
La Compagnia nasce nel 2013 da un’idea di Luca Pasquinelli. I lavori messi in scena riguardano la drammaturgia contemporanea (a volte contaminata da testi classici rivisitati. Nel 2014 mettono in scena “Life Is A Losing Game”, “Il Dottor K”, “Eva”, “Dick Laurent è Morto”; nel 2015 “E.H. WAS HERE”, “BUIO”.

Pūjādevī (Elisa Lepore), regista, attrice e formatrice teatrale, si e diplomata nel 1993 alla Civica Scuola d’Arte drammatica “Paolo Grassi”. Dopo numerose esperienze in ambito teatrale, cinematografico e televisivo, nel 2005 ha iniziato a lavorare come regista. Tra le performance allestite ricordiamo “Samadhi Performance“, “Vom Herbst. Vom Odem”, “Gregor Samsa’s crazy dance in the little room”,” Body Work”, “ Man at Work”. Nel 2013 ha pubblicato per Ennepilibri “L’Auriga della Scena – Per un teatro consapevole”