Fuori Stagione 2015-2016

MITO Settembre Musica

Voci dello spirito

Data (e)
dal 9/09/2015 al 20/09/2015
Ora inizio spettacolo
21:30

 


 
Il Suono delle comunità religiose di Milano

Mercoledì 9

Tradizioni ebraiche
rav Elia Richetti
e rav David Sciunnach,
canto e corno shofar,
per la tradizione sefardita
Henri Maknouz
per la tradizione sefardita di stile libanese
Raffaele Wolkowiez
per la tradizione ashkenazita

Sin dalle origini nell’ebraismo si formò la scienza della cantillazione del testo sacro, retta dalle complesse norme derivate dai te‘amim, gli accenti ritmico-melodici applicati alla cantillazione del testo.
Nel tempo, si distinsero poi due stili ben definiti: quello sefardita, nato in Spagna (in ebraico Sefarad) e diffusosi in tutto il Mediterraneo e in Oriente; quello ashkenazita, nato nelle regioni franco-tedesche del Reno (in ebraico Ashkenaz) e diffusosi poi in tutta l’Europa centro-orientale. L’ascoltatore potrà ascoltare, occasione piuttosto rara, esempi di entrambi gli stili.

In collaborazione con:
Comunità Ebraica di Milano
Teatro Out Off

Venerdì 11

Tradizioni buddhiste
Istituto Kunpen Lama Gangchen
Monastero zen “Ensoji. Il Cerchio”
Tempio buddhista Lankaramaya di Milano

Dall’India originaria l’insegnamento del Buddha si muove nello spazio e nel tempo toccando l’Asia Centrale, la Cina, il Giappone e l’intero sudest asiatico: da qui la varietà degli stili nei quali si eseguono i due principali generi vocali collegati al rito buddhista, il sutra e il mantra. L’ascoltatore potrà apprendere il dharma (“legge, insegnamento”) buddhista nelle varianti tibetana, giapponese e singalese qui riunite.

In collaborazione con
Teatro Out Off

Domenica 13

Tradizione cristiano armena
Coro della Chiesa Armena dei Santi Quaranta Martiri accompagnato al pianoforte da Ani Martirosyan
Syuzanna Hakobyan,
Ani Balian, mezzosoprano
NUR Project
Rosy Anoush Svazlian, voce
Andrea Manzoni, pianoforte

La tradizione del canto liturgico armeno è antica quanto la Chiesa Armena stessa, fondata all’inizio del IV secolo. Essa si basa sul sistema modale degli ochtoechoi e su inconfondibili melodie-tipo. Nel corso dei secoli la cultura armena, nella sua peculiarità, si è avvicinata all’Occidente facendo da ponte con l’Oriente. A cento anni dal genocidio del 1915, questo concerto ci guiderà dalla tradizione all’innovazione e all’impulso creativo nato nella diaspora.
In memoria del genocidio armeno del 1915

In collaborazione con
Teatro Out Off

Lunedì 14

Voci di cristianesimo ortodosso
Cantori della Chiesa Greco Ortodossa
Coro della Chiesa Ortodossa Russa di via San Gregorio
Coro della Chiesa Romena Ortodossa
Coro della Diocesi Cristiana Copta Ortodossa di Milano
accompagnato da cimbali e triangolo

“Il canto deve indurre la tranquillità dell’animo”, è così che San Basilio descrive la funzione del canto nella liturgia ed è questo precetto a farci da guida in questo concerto che prevede la partecipazione di cori e cantori delle chiese ortodosse milanesi.
Un viaggio verso la contemplazione, in paesaggi sonori che vanno dalla originaria cantillazione greco-bizantina ai melismi della liturgia copta.

In collaborazione con
Teatro Out Off

Mercoledì 16

Cantillazione del Corano e cerimonia di zikr dei dervisci Halvetî- Jerrâhî
Muhannad al-Gilânî
cantillatore coranico (hâfız) in rappresentanza di tutte le comunità islamiche di Milano
Concerto di repertori della
tradizione sufi ottomano-turca eseguiti da
Fakhraddin Gafarov
liuto a manico corto ‘ûd
Marco Schiavini, flauto ney
Marco Ponta, chitarra
Stefano D’Aloia, tamburo a cornice daf
Cerimonia di zikr
(“ricordo, ripetizione, rimemorazione”) dei dervisci halvetî jerrâhî di Milano
Mohsen Mouelhi
sheykh (“maestro”)
Fakhraddin Gafarov
zikır bașı (“direttore dello zikr”)
Qur’an (“Corano”) significa letteralmente “recitazione” ed indica un corpus rivelato oralmente /auralmente dall’arcangelo Gabriele al Profeta Muhammad. Da qui l’importanza fondamentale che nel tempo assunse la trasmissione orale del Qur’an, affidata a specialisti che lo sapevano a memoria detti hâfız (“preservatore”); da qui, nel sufismo, il valore dell’ascolto, (samâ‘) e il potere del nome di Iddio (Allah) ricordato e ripetuto senza fine, come accade nello zikr dei dervisci halvetî jerrâhî di Milano.

In collaborazione con
Teatro Out Off

Domenica 20

Tradizione induista
Monaci induisti, samnyasin, monastero Math Gitananda Ashram, canti di preghiera
Danzatrici della Talavidya Academy, performance di danza classica indiana stile kuchipudi
Ashanka Sen, sitar, musicista e compositore, musica classica stile hindusthani
Puja Devi, attrice, letture di brani dalle scritture indù
Atmananda, danzatrice e coreografa, danza classica indiana stile kuchipudi
Marianna Biadene, danzatrice e coreografa, danza classica indiana stile bharatanatyam
Sin dalle prime manifestazioni di quello che oggi chiamiamo Induismo, testimoniate nel II millennio a.C. dai Veda, l’adorazione del divino si compie con il canto, la poesia e la danza. Piuttosto che una cerimonia o un rito (pu ̄ ja ̄ ) veri e propri, l’Unione Induista Milano Dharma Seva propone dunque una rappresentazione della tradizione induista attraverso i suoi testi, la danza e la musica classica indiane.

In collaborazione con Teatro Out Off
Unione Induista Milano Dharma Seva